Cosa ci sarà dopo le app

Cosa ci sarà dopo le app

Il giornalista Jaime D'Alessandro su Repubblica ha prospettato lo scenario della Post-App Era, il CEO di Apple, Tim Cook, scommette sulla realtà aumentata e Google lancia "Allo" per chiacchierare con l'intelligenza artificiale.

Il mondo evolve velocemente e la tecnologia ci riserva continui cambiamenti di abitudini che dobbiamo saper cogliere per affrontare il futuro. Con il nuovo sistema iOS 10lanciato da pochi giorni da Apple e Android 7, che arriverà sul mercato ad ottobre 2016, le funzionalità degli smartphone non saranno più le stesse. C'è chi ha prospettato che questi nuovi sistemi determineranno la fine dell'era App, che lascerà presto il posto ad una nuova era caratterizzata da assistenti virtuali ovvero i BOT sempre più in grado di interagire e fornire risposte ad ogni domanda posta dagli utenti.

I BOT

Quando si parla di BOT si parla di intelligenza artificiale spinta. I "maggiordomi virtuali" saranno, infatti, sofisticati e reattivi e permetteranno di soddisfare ogni richiesta, se impostati in un determinato modo. Se affinati, saranno anche in grado di "auto-imparare" per limitare al massimo ogni possibile errore. I BOT entreranno nella vita di tutti i giorni e secondo molti andranno anche a sostituire le funzioni svolte da tutte le applicazioni che al momento affollano i nostri smartphone. Il futuro, quindi, vede una comunicazione e una interazione maggiore tra persone e intelligenza artificiale, aumentando ad esempio le funzionalità delle già conosciute Siri di Apple e Cortana di Microsoft.

I BOT saranno in grado di prenotare un volo o un tavolo al ristorante solo seguendo comandi vocali, chiamare un taxi al posto nostro, effettuare un ordine su un e-commerce e molto altro. E nel caso in cui non dovessero essere in grado di soddisfare le richieste degli utenti, suggeriranno l'app migliore da scaricare.

Come faranno a svolgere le migliaia di funzioni garantite dalle app? Semplice, gli assistenti virtuali sono già aperti e modificabili da sviluppatori esterni che potranno integrare i propri servizi in quelli già offerti di default.

A cosa è dovuta la rivoluzione? Da una ricerca Doxa è emerso che ogni italiano in media installa circa trenta applicazioni sul proprio smartphone/tablet, ma ne utilizza al massimo 5 al giorno, 15 al mese e 15 invece non le utilizzerà mai. Sugli store ci sono 4 milioni di app e, data la vasta scelta, si decide di scaricarne sempre meno o di tenere solo le più utilizzate. Ecco perché, cambiando le abitudini dei consumatori che richiedono sempre più facilità e velocità nel ricercare ciò di cui necessitano, anche la tecnologia evolve in tal senso.

Il futuro dettato dalla realtà aumentata

Sempre seguendo l'onda delle tendenze e dell'evoluzione e dopo il successo del gioco PokemonGo, anche Tim Cook, il CEO di Apple, ha dichiarato che la realtà aumentata è una scommessa più avvincente rispetto alla realtà virtuale.

"C'è la realtà virtuale e c'è la realtà aumentata, entrambe fortemente interessanti. Ma ritengo che la realtà aumentata sia la più grande delle due..." - ha dichiarato Cook. Questo perché la realtà aumentata può cambiare la percezione e modificare la realtà senza però essere troppo invasiva o necessitare di strumenti terzi. Per Tim Cook il futuro è wireless, vede, infatti, l'avanzare della tecnologia senza fili, scelta che lo ha portato ad eliminare il jack delle cuffie per il nuovo iPhone 7.

Google lancia "Allo"

Mr Google ha, invece, lanciato in questi giorni la notizia dell'arrivo di Allo, una piattaforma di messaggistica istantanea in grado di sfidare i colossi Facebook Messenger, Whatsapp, Viber, WeChat e Telegram.  Allo già disponibile su Play Store e App Store permette di creare chat di gruppo o singole, inviare foto, simboli, stickers ed emoji, convidivere la posizione, inviare video e molto altro. Allora qual è la novità? Sarà possibile avviare chat in incognito e inviare messaggi crittografati che si autodistruggeranno nel tempo selezionato. Inoltre, sarà possibile parlare con l'intelligenza artificiale attraverso un BOT, che apparirà come un normale contatto nella rubrica, a cui si potrà chiedere qualsiasi tipo di informazione, come fosse un reale motore di ricerca: meteo, luoghi, ricette, video, etc. Quindi Google potrà accedere ai messaggi e registrare le conversazioni effettuate con l'intelligenza artificiale? Vi starete chiedendo, ma come in tutte le novità, c'è sempre il rovescio della medaglia.

Per approfondire:
 

Sei pronto a fare i BOT? di Marco Montemagno

C'erano una volta le app! (Jaime d'Alessandro su Repubblica)