Quanto sono social le aziende italiane?

Quanto sono social le aziende italiane?

Il Made in Italy è sinonimo di eccellenza in tutto il mondo. Ma le nostre aziende hanno un'anima social?

Secondo uno studio condotto dal Centro Studi di MM-One Group sui brand del settore design, Guzzini Illuminazione, Arper e Kartell sono i brand italiani più social e più attivi su Facebook e Twitter. Per realizzare questa ricerca sono state selezionate 15 importanti nomi del design e dell'arredamento facenti parte della classifica di Pambianco delle aziende quotabili del 2014.

Prendendo in considerazione le azioni in social media marketing portate avanti da queste aziende, è emerso che Facebook è il canale più utilizzato per la promozione dei propri prodotti e della brand image. Quali sono stati i criteri che hanno portato a questa valutazione? A partire dall'anno di iscrizione, si è tenuto conto delle interazioni, della frequenza di pubblicazione, del numero di applicazioni realizzate, delle lingue utilizzate. Ad esempio Guzzini Illuminazione, azienda fortemente orientata all'internazionalizzazione, ha una fanpage Facebook per ogni mercato su cui opera: Italia, Inghilterra, Francia e Spagna. Un comportamento decisamente in controtendenza, la maggior parte delle aziende oggi, infatti, opta per una pagina in lingua inglese o al massimo per una pagina italiana e una inglese. Anche gli inviti all'azione e le applicazioni sono fondamentali per migliorare la visibilità e aumentare il tasso di conversione, per questo si punta spesso a collegare Facebook con gli altri social come Pinterest, Instagram, Twitter e Youtube.

Anche Arper e Kartell sono molto impegnate in rete, i loro profili social su Twitter sono molto seguiti e i loro tweet sono spesso ritwittati. Guzzini pubblica circa 4,7 tweet al giorno, mentre Kartell una media di 3,5.

“Il consumatore, tramite i social network, ricerca informazioni, recensisce i prodotti e comunica alla cerchia di utenti la propria soddisfazione - ha dichiarato Mauro Cunial, Presidente di MM-One Group - Le piattaforme social diventano gli ambienti dove inizia il processo di acquisto e dove i brand possono alimentare i desideri e i sogni degli utenti. Chi comprende la potenzialità di interazione e coinvolgimento degli utenti con i social network, avrà sicuro successo nel mercato. L'utenza si fida sempre più del brand grazie anche alla credibilità condivisa sui social”.

MA QUALE DEVE ESSERE L'ITER PER RENDERE UN BRAND ATTIVO A LIVELLO SOCIAL?

Innanzitutto, "l'essere presenti in rete" non deve essere una prerogativa solo delle Multinazionali quotate in borsa o delle Grandi Aziende. Anzi, proprio le PMI di ogni settore e le startup possono trarre ampi benefici dal farsi conoscere in rete, migliorando la propria brand awareness.

Per adottare una buona strategia, le aziende non devono mai perdere di vista il target di riferimento, individuare i messaggi chiave da comunicare e diffonderli attraverso i giusti canali. Questo non equivale ad esserci sempre, ovunque e comunque, ma a selezionare le piattaforme più idonee e più seguite dal proprio pubblico per trasferire i diversi contenuti, in modo studiato e calibrato.

Per pianificare la propria strategia è necessario:

  • analizzare il contesto, il segmento di mercato e il comportamento dei competitor, valutando i trend di ricerca e le keywords più cercate;
  • individuare gli obiettivi che si vuole raggiungere a breve e a lungo termine, capire quali sono le piattaforme più utilizzate dal nostro target, scegliere il tone of voice più adatto, individuare gli influencer e le community. Se un'azienda locale produce torte e ha intenzione di migliorare la propria immagine sul territorio, dovrà sicuramente essere su Facebook e Google My Business ed eventualmente potrà scegliere di essere anche su Instagram e Pinterest per mostrare i suoi capolavori, ma a meno che non abbia intenzione di organizzare corsi di cucina/cake design/eventi e farsi conoscere a livello nazionale, potrà NON essere anche su Twitter. Meglio pochi canali, ma curati e seguiti!
  • essere presenti (con la giusta moderazione) e costanti. Infatti, in molti definiscono la rete come un giardino da aggiornare e coltivare giorno dopo giorno con pazienza, ma con contenuti sempre nuovi, originali, interessanti e veri. La rete è piena di sterpaglia, le aziende devono invece essere in grado di far nascere fiori riconoscibili;
  • fare sempre un'attenta analisi dei risultati che si stanno ottenendo per capire su cosa puntare e cosa tralasciare. Se un'azienda ottiene ottime conversioni attraverso la pagina Facebook e Twitter è giusto che punti su questi social e non sprechi il proprio tempo su altri;
  • affidarsi ad un consulente esperto, una web agency o a risorse umane che sappiano utilizzare al meglio questi strumenti.

Bisogna tener presente che essere sui social media significa anche interagire con il proprio pubblico. Secondo i dati rilevati da Blogmeter, l'azienda italiana che, nel mese di marzo 2015, ha riscontrato su Facebook i più ridotti tempi di risposta (massimo 4 minuti) è stata Postemobile, seguita da Wind e Vodafone.

Mentre su Twitter si è confermato in prima posizione l'account LeFrecce di Trenitalia (4 minuti), seguito da Infoatec (6 minuti di risposta) e FsNews. Da segnalare una piccola realtà locale che ha trasformato Twitter nel suo principale mezzo di comunicazione diretta con i clienti, facendone un punto di forza, si tratta di Farmacia Serra Genova.

Anche il settore No-Profit oggi comunica molto attraverso i social media. Su Facebook, la pagina più engaging, che ha suscitato più condivisioni interazioni e like, sempre nel mese di marzo 2015 è stata quella di ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), che punta molto a creare contenuti emozionali in grado di arrivare al cuore delle persone. Su Twitter spicca, invece, il profilo del FAI (Fondo Ambiente Italiano).

Fonti:

http://www.blogmeter.it/blog/social-analytics-blog/2015/04/13/top-brands-marzo-focus-non-profit/

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2015-04-18/quanto-e-social-made-italy-ecco-brand-design-piu-attivi-facebook-e-twitter-204616.shtml?uuid=ABCRguRD